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venerdì 15 maggio 2009

Varsavia 1940



Attualmente mi sto accopuando di una mini storeilla ambientata a Varsavia nel 1940... non è nulla di profondo ne di comico, e la storia è composta da sole tre pagine... più che altro volevo mostrare la facilità con cui si poteva morire all' epoca, e soffermarmi sulla frase del film Shilder List: ''loro ti uccidono, non importa cosa tu faccia od il perchè''.
Ed era cosi: non c'era un criterio con cui uccidessero le persone.
A caso, senza motivo.
Visto che sempre più spesso si inizia ad innegiare a ''eviva il Duce'' o al ''Hail Hitler'', ho riflettuto sulla meccanica che può esserci dietro a tutto ciò, e credo che sia la normalità che spinga la gente a condividere un ideologia che risiede nella morte stessa.

Ecco perchè ho voluto fare queste pagine: non ho usato una narrativa onnirica per valorizzare l' uccisione e lo sterminio(come accade in molti film che a me piacciono), bensì ho trattato la lettura come se sparare a caso tra la gente fosse un azione normale.


domenica 22 marzo 2009

Sshhhh!







Ho creato un fumettino di 3 pagine per inserire nel book in vista dell' incontro di selezione per la scuola del fumetto.
La trama è semplice: un ragazzino sotto la neve si mette a fissare negli occhi un pupazzo di neve.
Passa un postino che saluta il bambino, il quale non muove un ciglio, e cosi il postino interpreta la scena e gli dice che per quanto fissi quel pupazzo di neve, non parlerà mai visto che è fatto solo di neve.
Infine il postino se ne va sconsolato(visto che il bambino non lo ascolta e non si muove).
Il bambino starnutisce, ed il pupazzo di neve si muove e gli dice di aver vinto visto che si è mosso... ed il ragazzino chiede la rivincità: i due infatti stavano giocando a quel gioco in cui ci si fissa negli occhi senza sbattere le palpebre e senza muoversi, e ci vuole davvero molta concentrazione!


L' idea mi è venuta quando un mio amico mi disse che ero strano perchè non stavo parlando, ma non si era accorto che stavo disegnando: questo per dire ''non bisogna essere precipitosi nel giudicare il comportamento degli altri''.


Ho provato ad usare photoshop per rendere sgranati gli sfondi e vedere un po come rendono le vignette con la messa a fuoco forzata, ed il risultato non mi ha soddisfatto, quindi per la prossima storia ritorno alla normalità con gli sfondi.


lunedì 1 dicembre 2008

La lettera!

Trovandoci alle porte del Natale, ho voluto creare un piccolo fumettino su di esso.
Sono solo 3 pagine, e per ora ne ho completate 2, anche se mi piacerebbe tanto far anche  la copertina.
La storia è semplice: un ragazzo ha una missione da compiere, e per farlo, attraversa la città alla vigilia di Natale.
Quindi, ne ho approfittato per mettere in risalto le tipiche visioni delle strade a natale: gente che guarda le vetrine, finti babbo natale, luci rosse e blu, neve, sconti, alberi natalizi...

Essendo corto come fumetto, ho voluto mettermi alla prova, colorando per la prima volta delle tavole.
Ho usato l' acquarello, e devo dire che l' effetto è azzecato: sfumato e surreale, perfetto per le favole.
Tutto il fumetto mi serve solo per aggiungere materiale diverso al book: non si sa mai che un editore preferisca le tavole a colori...

E' stato divertente colorare, visto che io solitamente preferisco il B/N, mi aspettavo una schifezza... va beh, sono abbastanza soddisfatto, anche se devo ultimare l' ultima pagina, prima di esprimermi definitivamente.
Per ora posto quest' anteprima, visto che non so entro quando terminerò...
Già, colorare con gli acquarelli porta via moltissimo tempo,sopratutto se si ricerca un effetto particolare.
Ma non appena finisco, posterò su' tutte e tre le tavole.








domenica 30 novembre 2008

Carpe Diem [ スペース]

Bene, voglio iniziare a postare quello che è stato il mio primo vero e proprio lavoro a livello ''professionale''.
Prima di questa storia, non ero mai riuscito a terminare un fumetto, e per me, iniziare e concludere 22 pagine in un mese è stata davvero dura.
Ho passato giornate intere a disegnare pur di terminare, e quando avevo il tempo giusto giusto per terminare, sono stato ricoverato 3 giorni all' opsedale con 3 giorni a casa in totale riposo.
Ormai non ci speravo più, pensavo che avrei fatto l' ennesimo fallimento.
Però io questo concorso(già, il ''manga'' è per il M.I.M.C. 3dr) lo sentivo e avevo lavorato solo ed esclusivamente per esso...non potevo buttare mesi di lavoro, e cosi, in una settimana ho fatto un lavoro disumano completando 9 pagine, con sceneggiatura ricoretta e testi-dialoghi e stampa.
E' stata dura, ma all' ultimo giorno di scadenza, sono
 riuscito ad inviare tutto.
Non credo di piazzarmi bene, perchè la storia è troppo filosofica e i dialoghi sono tutti in Italiano(e in giappone fanno fatica a tradurre)...però per me, riuscire a concludere un lavoro e spedirlo ad un editore, è stata una spinta, nel migliorarmi...
La storia è una fiaba ''Italiana''... inizia come tutte le fiabe:''c' era una volta'' e narra le epiche imprese dell' Apollo 11 e del suo equipaggio...ma questa non è altro che una scusa per far partire la vera storia... Narro dell' incontro tra un bambino sognatore ed uno strano vecchietto, con sfondo una festosa città' Italiana , nella lontana notte del 70', quando ai mondiali l' Italia aveva battuto la germania.




Mi sono divertito molto a ricostruire storicamente l' Italia, facendo citazioni e mettendo in risalto i valori e le tradizioni del nostro paese...ho pensato:''Basta storie shojo, in giappone mancano le storie vere, quelle in cui si narra della vera Europa, della vera Italia''.
Devo dire che alla fine il risultato mi ha soddisfatto, e nonostan-
te abbia avuto delle difficoltà, il lavoro è abbastanza buono.
Per ora mi limito a scrivere questo e a segnalare questa storia come la mia prima vera storia...
Più avanti, quando il concorso si sarà concluso, la posterò...diciamo che sono abbastanza supperstizioso.

Chissà, non si sà mai...
Questi concorsi girano molto sulla fortuna, e questo permette
a noi aspiranti fumettisti/mangaka di giocarcela al pari con i mostri del
fumetto...
Perchè in fin dei conti, non conta solo il disegno e la storia, ma anche l' emozione che riesci a trasmettere al lettore, e su questo sono sicuro che tutti hanno qualcosa da dare.





Alex.