domenica 12 aprile 2009

Hiroshima


Altro fumetto di poche pagine (si, li sto usando per allenarmi con diversi stili e tecniche nuove, e poi ora con lo stage e la scuola ho davvero poco tempo per disegnare)...sono solo 2 pagine disegnate e due pagine ''commemorative''(una è la foto del fungo atomico e l' altra una pagina interamente bianca che simboleggia l' esplosione della peggior arma che l' uomo abbia mai sperimentato).
Questa volta l' ho ambientato ad Hiroshima, proprio qualche minuto prima che la Little Boy venisse sganciata sulla città.
I protagonisti sono un ragazzino e suo nonno, e stanno aspettando che la nonna si svegli per preparali la colazione...
Il fumetto inizia con il suono dell' allarme (come accadde quella mattina), ed i due che discutono su un possibile bombardamento nemico.
Il nonno tenta di rassicurare suo nipote, e appena smette di suonare l' allarme, lo rimprovera afettuosamente per esseri spaventato per nulla.


Più che altro credo che lo terrò come progetto per l' esame , o almeno mi sarà utile, visto che da amante della seconda guerra mondiale(e visto che mi hanno vietato di portare come tesina la guerra fredda e la seconda guerra mondiale), vedrò di dirottare le domande attraverso il progetto grafico. XD
Anzi prima di tutto spero di riuscire ad arrivarci all' esame, visto che attualmente me lo posso solo sognare. XD



domenica 22 marzo 2009

Sshhhh!







Ho creato un fumettino di 3 pagine per inserire nel book in vista dell' incontro di selezione per la scuola del fumetto.
La trama è semplice: un ragazzino sotto la neve si mette a fissare negli occhi un pupazzo di neve.
Passa un postino che saluta il bambino, il quale non muove un ciglio, e cosi il postino interpreta la scena e gli dice che per quanto fissi quel pupazzo di neve, non parlerà mai visto che è fatto solo di neve.
Infine il postino se ne va sconsolato(visto che il bambino non lo ascolta e non si muove).
Il bambino starnutisce, ed il pupazzo di neve si muove e gli dice di aver vinto visto che si è mosso... ed il ragazzino chiede la rivincità: i due infatti stavano giocando a quel gioco in cui ci si fissa negli occhi senza sbattere le palpebre e senza muoversi, e ci vuole davvero molta concentrazione!


L' idea mi è venuta quando un mio amico mi disse che ero strano perchè non stavo parlando, ma non si era accorto che stavo disegnando: questo per dire ''non bisogna essere precipitosi nel giudicare il comportamento degli altri''.


Ho provato ad usare photoshop per rendere sgranati gli sfondi e vedere un po come rendono le vignette con la messa a fuoco forzata, ed il risultato non mi ha soddisfatto, quindi per la prossima storia ritorno alla normalità con gli sfondi.